Sugar News

2022

La tendenza negativa per la produzione dello zucchero è continuata anche nel corso del 2022 a causa dei congiunturali geopolitici, climatici e soprattutto energetici. L’invasione della Russia in Ucraina, infatti, ha portato ad una netta diminuzione dell’approvvigionamento del gas naturale e dei cereali in tutta Europa. Di conseguenza, i prezzi dello zucchero, già spinti al rialzo dopo la ripresa economica post-Covid, hanno subito un ulteriore e più significativa impennata per il considerevole aumento dei costi di raffinazione legati appunto al prezzo del gas. In concomitanza a questo, gli agricoltori hanno iniziato a pretendere prezzi sempre più elevati per la coltivazione di barbabietole sulla scia degli aumenti delle altre colture concorrenti portando il prezzo dello zucchero al di sopra della soglia dei 900 $/t. 

2021

Nel 2021 i prolungati mesi di siccità in Brasile hanno influito negativamente sulla resa della canna del primo produttore di zucchero, portando così il bilancio mondiale in deficit. Questo ha causato un forte apprezzamento del prezzo mondiale e conseguentemente anche di quello in Europa, alimentato anche dalla ripresa dei consumi in concomitanza con la fine delle restrizioni relative alla gestione della pandemia. Inoltre, per il terzo anno consecutivo, la produzione europea è diminuita per le condizioni meteorologiche avverse e per la diffusione del virus giallo soprattutto in Francia. Per far fronte alla maggiore domanda interna le scorte comunitarie si sono dimezzate riportando il prezzo a circa 600 $/t.  

2020

Il settore saccarifero europeo si stava lentamente riprendendo, tuttavia nel corso del primo trimestre 2020 il mercato è improvvisamente cambiato per diversi fattori tutti correlati allo scoppio della pandemia. C’è stato in primo luogo una drastica riduzione dei consumi che ha innescato un forte ed improvviso calo dei prezzi delle materie prime, frenando quindi la tendenza positiva del prezzo dello zucchero nei mercati internazionali. In aggiunta, anche il crollo di prezzo del petrolio ha contribuito a stimolare l’offerta di zucchero a livello mondiale, favorendo la produzione di quest’ultimo a discapito dell’etanolo. In Europa il calo dei consumi per le restrizioni decise dai governi, hanno portato gli stocks a superare abbondantemente i 2 milioni di tonnellate alla fine della campagna. Tutto questo ha contribuito ad innescare una pressione sui prezzi interni che sono diminuiti attestandosi a circa 450 $/t. 

2019

A causa delle condizioni climatiche avverse, la campagna saccarifera del 2019 ha prodotto in totale solamente 17,6 tonnellate. Di conseguenza, le esportazioni dall’EU sono crollate di circa il 50% su base annua per favorire la domanda interna portando il prezzo dello zucchero comunitario attorno a 500$/t. Sul lato dei consumi, anche se globalmente si registra un leggero rialzo per l’aumento della popolazione, in Europa la tendenza è in calo per l’avanzata di politiche salutistiche come la sugar-tax sulle bibite.  

2018

Nel corso del 2018 le condizioni climatiche sono state radicalmente differenti da quelle ideali registrate nel 2017. Nello specifico, i ritardi nelle semine per le consistenti piogge primaverili ed in seguito la siccità nei mesi estivi, hanno portato la produzione di barbabietole in Europa in una spirale ribassista. Di conseguenza, l’output complessivo di zucchero è stato di poco superiore alle 18 milioni di tonnellate, circa 3 milioni in meno rispetto alla precedente campagna. I prezzi interni, che crollarono ai minimi storici dopo l’attivazione della libera quota di produzione, hanno invertito la tendenza registrando aumenti in tutta Europa riportando il prezzo sopra la soglia dei 400 $/t.  

2017

Il 2017 è stato un anno nel quale le iniziali previsioni relative la resa si sono rivelate significativamente errate.  

Verso la fine del 2016 la commissione Europea, infatti, aveva stimato che le scorte totali di zucchero si sarebbero attestate al di sotto di 1 milione di tonnellate, il livello più basso degli ultimi 10 anni.  

Ma quella che inizialmente sembrava essere una situazione di scarsità di offerta si è rivelata invece di opposta lettura. Bruxelles, infatti, già durante il primo trimestre dell’anno 2017 ha rettificato quanto precedentemente previsto confermando che il mercato era sostanzialmente sotto controllo e senza particolari carenze. Tanto è vero che gli stocks al termine della campagna hanno superato abbondantemente i 2 milioni di tonnellate portando il prezzo di mercato sotto la soglia di 350 $/t. 

Alla luce di questo, e con l’avvicinarsi della data d’inizio della libera quota di produzione, i prezzi nel corso del 2017 hanno iniziato una veloce discesa, influenzati anche dal drastico calo sui mercati internazionali, portando il prezzo di mercato a non coprire i costi di produzione e raffinazione. Oltre a ciò, i consumi di zucchero in Europa sono diminuiti di quasi quattro punti percentuali a causa delle politiche anti-zucchero avanzate dai governi centrali.